Visitare Venezia è sempre bello

le nostre guide Elena, Nada e Daniela
le nostre guide Elena Nada e Daniela

Escursioni, luoghi, personaggi, eventi

Ci si può lasciar andare senza fare niente, un bel dolce far niente, guardare, camminare, bere un caffè in piazza San Marco e sentirsi al centro dell’Universo;
o chiedere di avere una guida turistica; si potrebbe dire di avere un nuovo amico al quale affidare le proprie inclinazioni culturali, desideri culinari, la ricerca dei negozi (speciali, unici, di antiquariato).

… Visitare Venezia è sempre bello …

Dopo un “buon giorno”, “come va?”, “ha dormito bene?”, “ha le scarpe comode?”, si può partire alla scoperta di Venezia.
Venezia è là, sempre uguale e differente, galleggia come un grande “pesce” sulle sue 118 isole.

D’estate sempre invasa dai turisti, ma non temete: appena si entra nei labirinti delle calli, come per magia, essi scompaiono;
troveremo sempre luoghi dove ci saranno visitatori a noi simili: curiosi, avidi di bellezza alla ricerca di istanti di felicità da portarsi dietro e che affioreranno alla mente, quando avremo di nuovo bisogno di essere felici come quel giorno a Venezia: davanti a una Madonna del Bellini, davanti ad una chiesa lontana o in un campo soli per scaldarsi al sole d’inverno.

E’ già inverno,

ed è proprio nel periodo che va dal tardo autunno fino all’arrivo dei turisti del Carnevale che si poteva incontrare il poeta mito Brodski a Venezia.
Gli innamorati di Venezia vi consigliano solo questi 3-4 mesi d’inverno.
Se scegliete il poeta come pretesto per vedere la città visiterete i luoghi di Brodski a Venezia.
Se scegliete il vostro pittore preferito a Venezia la vostra guida vi condurrà in cerca dei luoghi dove si trovano i suoi quadri, quasi tutta Venezia: itinerario di Tiziano a Venezia, oppure Tiepolo ed il ‘700 veneziano, Carpaccio e Venezia, … (Tintoretto, Veronese) così anche se volete conoscere Venezia gotica, Venezia rinascimentale, …

Visitare Venezia a tema

può essere stimolante, meno di routine se accompagnata con soste nei celebri bacari (osterie) per assaggiare specialità locali o bere il vino veneto, incontrando i veneziani che sono sempre più, anche loro, la grande curiosità, visto che sono in diminuzione.

I luoghidi Casanova

Un tema sempre interessante è Giacomo Casanova ed il suo tempo, cercando i luoghi di Casanova, conoscendo i costumi, i mobili, i tessuti ed i luoghi di svago del ‘700 veneziano.

I luoghi della musica

partendo dalla chiesa di San Marco, cappella musicale dei Dogi di Venezia, chiesa e sala da musica con sosta in un palazzo privato per sentire un piccolo concertino.

Vestire in costume d’epoca

Si può sempre vestire in un costume d’epoca e passeggiare per la città o in gondola, suscitando la curiosità dei turisti e così trasportati nelle epoche passate andare a cena da una contessa veneziana.
Si può alloggiare dalla contessa nella casa privata anziché in hotel.

Visitare le isole della laguna

fuori dell’itinerario turistico abituale: San Giorgio con la vista dal campanile, la migliore vista sulla città; poi San Lazzaro, l’isola degli Armeni, San Francesco del Deserto per poi finire sull’isola dei pescatori, Burano, per mangiare buon pesce.

Visitare i palazzi

Un’altra idea: visitare i palazzi: Ca’ Rezzonico, Ca’ Labia, Ca’ d’Oro.
Poi un’altra idea ancora ci verrà visitando Venezia insieme, forse fare un salto e bere un thé dagli amici.
Noi amiamo Venezia e voi l’amerete sicuramente molto.

Venezia sconosciuta

Mangiare in terrazza dell’hotel Danieli un’insalata e due spaghetti e a volo d’uccello guardare il bacino San Marco, ascoltando la storia di Venezia per poi partire a visitare attraverso Venezia sconosciuta le chiese piene di capolavori, monumenti funebri dei Dogi, San Zaccaria, SS. Giovanni e Paolo, Miracoli, Frari, Salute, Redentore, San Giorgio, San Giorgio dei Greci, Gesuati, Gesuiti; oppure l’antico Ghetto con le sue 4 sinagoghe, italiana, spagnola, francese e tedesca.

Padova e le ville venete

Fare un salto fino a Padova per vedere gli affreschi di Giotto e la chiesa di San Antonio.
Vedere le ville venete lungo il Brenta: Malcontenta, Maser, Rotonda e seguire Palladio, l’architetto rinascimentale.

Palazzo Ducale

Non dimenticare mai Palazzo Ducale pieno di storia ed opere d’arte (Tintoretto, Veronese, Tiepolo, Tiziano) ed il museo Correr che documenta molto bene la civiltà veneziana.

L’artigianato veneziano

visita all’atelier delle stoffe antiche, Bevilacqua, visita allo squero, l’atelier delle gondole, o delle maschere, atelier dei pizzi e merletti (punto in aria, capolavoro, merletto

Venezia in festa

E’ indispensabile vedere Venezia in festa:
-Carnevale a febbraio;
-Redentore il terzo sabato di luglio: fuochi d’artificio , cena in barca;
-Regata storica la prima domenica di settembre per vedere le barche storiche e la gente in costume d’epoca;
-Festival del cinema (10 giorni) vero film d’autore, nelle sale con i registi ed i protagonisti dei film in concorso;
-21 novembre grande festa di Santa Maria della Salute per deporre la candela augurando la salute e la guarigione ai propri cari;
-in dicembre a Natale per i saldi natalizi: l’atmosfera magica delle magiche illuminazioni.
Ahimè, unico neo, non c’è la vita notturna, tranne una discoteca “Casanova” ed il Caffè “Martini”, ma si può sempre da seduti in piazza San Marco ascoltare ottima musica , o in gondola con la propria serenata.

Joseph Brodsky (1940-1996)

I posti dove abitò:
Pensione Accademia, fondamenta Bollani, Londra Palace, Palazzo Marcello in fondamenta della Verona, San Fantin compreso il Palazzo Mocenigo dove visse anche Byron.
Arriva a Venezia nel ’72. Abita ogni anno d’inverno a Venezia negli hotels, poi in appartamenti ed alla fine presso amici patrizi veneti.

La città che supererebbe questa città d’acqua sarebbe una città costruita nell’aria”.
Qui il poeta era a casa. Seduto sui gradini della stazione ferroviaria appena arrivato in una notte fredda d’inverno con un cielo stellato, guardando il Canal Grande, pensa che tutto – l’odore delle alghe sui gradini bagnati dall’acqua, il cielo limpido e freddo – ricordava la sua patria, mancava solo “il canto del gallo per credere di essere arrivato a casa”.

Lo si vedeva seduto alle Zattere, famosa riva sul Canal Giudeca, a scaldarsi al sole tiepido da solo o con qualcuno , captando i rari momenti di felicità.

Non lontano consigliamo una sosta nella chiesa dei Gesuati per vedere Tiepolo o il bel ciclo dedicato a Sant’Orsola all’Accademia (Carpaccio) o la Tempesta di Giorgione.

L’acqua, lo specchio della città “lo specchio di sé stessa” come a San Pietroburgo, gli stessi gabbiani, fratelli di quelli del Baltico, che aspettano il cibo lanciato dai turisti dai vaporetti.

Una piccola foto di Venezia sotto la neve nel giornale Life, un frammento di tappezzeria con il Palazzo Ducale, una gondola che suo nonno aveva comprato in Cina (che forse Marco Polo aveva portato fin là ? ), una proiezione di “Morte a Venezia” di Visconti facevano sì che si ripromettesse di arrivare un giorno a Venezia.

A Venezia bisogna farsi inghiottire dalla nebbia che rende i luoghi atemporali, uscire dalla stanza e poi ritornare nella stessa scia lasciata nella nebbia di corsa se no si è persi.

I luoghi della mondanità

bar al Gritti (hotel chic 5 stelle lux sul Canal Grande – di fronte alla Salute), cocktail inevitabile al Guggenheim, terrazza del museo dove la ricca collezionista ha avuto la casa ora museo d’arte moderna – un bel giardino dove è sepolta con i suoi cani.

L’acqua alta

L’ultimo spettacolo: l’acqua alta. La città fino alle ginocchia immersa nell’acqua; a spasso con gli stivali o sulle passerelle.
A vedere Venezia che si rispecchia, reale, e surreale la vera, e la falsa immagine della stessa chiesa di San Marco che è sott’acqua ormai quattro mesi all’anno!!

Le isole.

Itinerario numero uno a Venezia sarebbe la visita a Torcello, l’alba della storia di Venezia, comincia con un’iscrizione sulla pietra, 639, data della costruzione della chiesa di Santa Maria, cattedrale di Torcello.

Là si sentono ancora tutti i secoli passati, nel silenzio delle rovine con cinque o sei case ed il celebre ristorante Cipriani, amato da Hemingway; là c’erano Cirillo e Metodio; là ci solno le pietre romane portate dalla terraferma dagli antenati veneziani che fuggendo davanti ai barbari cercarono la salvezza sull’isola.

Di fronte all’isola di Torcello sorge l’ isola di San Francesco, oasi della pace e della spiritualità francescana in laguna, non battuta dai turisti, c’è ancora l’albero piantato da San Francesco.

Sempre di fronte all’isola francescana si trova l’isola dei pescatori, Burano, piccola, colorita, con piccole case dei pescatori, colorate di verde, blu, rosa, pistacchio, dove si fa ancora il famoso pizzo “punto in aria”, merletti di Burano celebri in tutto il mondo.

Qui si consiglia una sosta anche per il pranzo, ristoranti con pesce fresco e ambiente cordiale. Tutti i ristoranti sono dei musei della pittura, i pittori celebri pagavano con le loro opere. Non ci sono hotels, ma tanti turisti che vanno e vengono in giornata.

Per finire l’isola di San Lazzaro, oasi della cultura armena nel cuore della laguna, con il vecchio monastero e la chiesa, ottima per i matrimoni, piena di mosaici come San Marco. Biblioteca con i codici miniati più antichi del mondo, una mummia bizantina e la sala di Byron che andava a nuoto, per scrivere i suoi versi, in isola presso i padri mechitaristi.

Tessuti, merletti, maschere, oro, vetri, mosaici …

Bevilacqua,

vecchio atelier dei tessuti, i soprarizzi e i damaschi, con un telaio del ‘700, si trova non lontano dalla chiesa San Zan Degolà (San Giovanni Decollato). Si visita su richiesta, se il cliente è interessato anche a comprare.
Non lontano, molto bello, il campo San Giacomo da l’Orio, con la chiesa, con i ristoranti all’aperto, molto veneziano, con i veneziani veri !! Che rarità, sono una parte degli appena sassantaquattromila residenti nel centro storico, amano passare il tempo all’aperto nei campi, piccole piazze veneziane, molto teatrali con la chiesa, il pozzo d’acqua più le case attorno.

Merletti veneziani

stanno un po’ ovunque, ma il cuore del merletto è l’isola di Burano, lontana quaranta minuti con una barca o un battello pubblico.

Le botteghe delle maschere:

veri laboratori dove vi raccontano la storia della maschera, il Carnevale ed il mascheramento, vere opere d’arte, fatte a mano, dorate, decorate, costose, ma uniche.

L’arte orafa:

un’infinità di negozi orafi – laboratori di artigiani orafi che lavorano dietro le vetrine, assorti ad intagliare le pietre preziose, dipingono piccole icone della Madonna Nicopeia, icona bizantina della chiesa di San Marco – ed un’infinità di antiquari.

Le fabbriche del vetro:

un po’ ovunque, ma soprattutto si vende il vetro nell’isola di Murano, si soffia il vetro, il maestro vetraio si presta volentieri a far vedere ai turisti come si fa un pezzo unico ed irripetibile davanti ai vostri occhi.

I mosaici Orsoni

Ed infine i mosaici Orsoni, gli stessi mosaici che si trovano in chiesa San Marco, in pasta vitrea, che servono per decorare i bagni, i pavimenti, mosaici d’oro per creare ambienti preziosi, con la foglia d’oro imprigionata tra due vetri, materiale eterno